“Didattica e nuovi linguaggi nella formazione professionale”

di Claudia Cagnazzo [1] e Francesca Montanari [2]

Introduzione

Secondo uno stereotipo sociale purtroppo piuttosto diffuso, la formazione professionale sarebbe una risposta alle difficoltà dei giovani che "non riuscendo nello studio", si cimentano con  pratiche e valori del mondo del lavoro. La formazione professionale, però, non è solo questo.

Con la legge 5 del 2011, l’Emilia-Romagna ha costruito il nuovo Sistema di IeFP (Istruzione e Formazione professionale), che permette ai giovani, in un percorso triennale, di conseguire una qualifica professionale regionale.

TECHNE, società consortile per azioni, dei comuni di Forlì e Cesena, accreditato dalla regione Emilia Romagna, si occupa di formazione professionale in diverse aree di intervento: disabilità, svantaggio sociale, socio-sanitaria, obbligo formativo ecc.

Si accede al sistema di IeFP iscrivendosi ad un Istituto professionale, frequentandone un primo anno e proseguendo nella scuola o presso un ente di formazione professionale accreditato dalla Regione.

La scuola e l’ente rilasciano la stessa qualifica professionale regionale attraverso modalità didattiche e formative differenti, per permettere a tutti i ragazzi di raggiungere una solida preparazione di base e acquisire qualificate competenze professionali.

La Formazione Professionale non può essere più solo il sistema della “qualifica” per il lavoro, senza una formazione certificata di competenze essenziali per la cittadinanza.

Chi sono gli allievi che si iscrivono all’obbligo d’istruzione/formativo presso Techne?

Sono quelle ragazze che dopo aver affrontato, nella maggior parte dei casi esperienze fallimentari all’interno del sistema formativo tradizionale  si avvicinano alla formazione professionale oramai certe di un ulteriore insuccesso e demotivate di fronte allo studio (“Tanto io non ci riuscirò mai!; Non capisco…! Non ho mai capito nulla!; È inutile, tanto non ci riesco!; Vorrei lavorare, invece di studiare”).

In questo panorama dove la “dispersione scolastica” regna sovrana ed è l’obbligo d’istruzione ad accompagnarli/obbligarli, spesso, a scegliere di iscriversi in questi percorsi, ciò che ci aiuta a motivarli ed a incoraggiarli sono, anche, ragioni di ordine socio-economiche. Il raggiungimento della qualifica come operatore alle cure estetiche, infatti, è sicuramente una “nuova e gradita carta da giocarsi” all’interno di una società dove tutto sembra orientato e finalizzato alla ricerca del benessere…fisico!

Già dallo scorso anno abbiamo, pertanto, impostato il percorso formativo secondo un orientamento in grado di creare non solo “professionisti”, ma anche “giovani cittadini”, e soprattutto far raggiungere il successo formativo ai nostri allievi: la vera scommessa che l'obbligo formativo è sempre stato chiamato a vincere.

 All’interno del percorso di qualifica professionale “Operatore alle cure estetiche”, per raggiungere le finalità sopra evidenziate ci siamo chieste se fosse possibile coniugare metodologie didattiche  e promozione del benessere. Se era possibile riuscire ad  assumere come principio-guida quello di sintonizzarci con le istanze interiori delle nostre allieve e ad  intercettarne i bisogni e le potenzialità.  

Siamo riuscite a garantire il diritto allo studio per tutti, cercando, nel contempo, di sviluppare in ciascun allievo le proprie capacità e abilità attraverso nuove conoscenze ed esperienze allo scopo di accrescerne le competenze personali e raggiungerne di nuove (come sancito dal D.M. 139/07).

 

Il rispetto delle regole

All’interno dell’unità formativa “Laboratorio di Cittadinanza” è stato costruito un percorso educativo sul rispetto delle regole. Le allieve sono state coinvolte nella realizzazione di un reportage fotografico che le ha viste protagoniste nel duplice ruolo di “fotografe” e di “modelle”. Le immagini che le ragazze hanno immortalato, riguardavano comportamenti corretti e scorretti che loro stesse hanno nella vita di tutti i giorni. Risparmio energetico, attenzione all’ambiente, sensibilizzazione nei confronti di uno stile di vita corretto verso se stessi e verso gli altri sono state alcune delle tematiche emerse dal lavoro effettuato dalle ragazze. Grazie a questa attività le allieve hanno potuto “toccare con mano” cosa voglia dire essere “responsabili” e quali benefici possano essere la conseguenza di un comportamento corretto e teso verso un “ benessere sociale”.

 

Al termine del percorso formativo, le fotografie sono state assemblate ed esposte nell’atrio del Centro di Formazione, a rappresentare la conclusione del percorso educativo e a rafforzare il concetto dell’importanza delle regole per la convivenza civile.

 

Cittadini attivi ed empowerment

Un altro gruppo classe, invece, è stato coinvolto in due percorsi finalizzati alla promozione di empowerment e alla formazione di “giovani cittadini attivi”.

Abbiamo cercato di offrire un spazio “alternativo” dove, a partire dalla Costituzione Italiana, poter riflettere su concetti come “diritti/doveri”, “diritti umani”, “educazione alla legalità”.

È stato pensato e organizzato uno spazio “laboratoriale” dove, a partire dalla Costituzione Italiana,  è stato possibile orientare gli allievi verso una maggiore consapevolezza del principio di cittadinanza ed un maggior coinvolgimento nei principi costituzionali. Congiuntamente, si  è cercato di aumentare la consapevolezza degli studenti di fronte alla fruizione delle tecnologie multimediali e di potenziare le strategie di apprendimento individuali.

 

L'uso di tecnologie multimediali nella didattica

L’attività è stata pianificata in quattro fasi:

1.Consolidare le basi dell'asse storico-sociale attraverso un percorso di educazione civica e di studio sulla “Costituzione Italiana” con  visione di cortometraggi inerenti la carta costituzionale;

2.Riflessioni, condivisione, dibattiti e role playing su alcuni articoli della Costituzione; nella fattispecie si è analizzato il senso di appartenenza/coinvolgimento degli allievi, rispetto agli articoli della Costituzione, nella vita quotidiana;

3. Uso di strumenti comunicativi multimediali come la telecamera e ideazione del soggetto e della sceneggiatura di un cortometraggio relativo alla Costituzione;

4.Esecuzione delle riprese ed elaborazione di un video su articoli della Costituzione scelti dagli allievi .

La prima fase dell’attività ha visto i ragazzi impegnati in una riflessione della realtà storico-sociale contemporanea mediante l’analisi dei principi fondamentali della Costituzione. Attraverso un’analisi guidata, i ragazzi hanno riflettuto sull’importanza della Costituzione, sull’applicazione dei suoi principi fondamentali nella vita di tutti i giorni, ma anche su quanto spesso in altri paesi e in realtà non distanti da noi, in termini di tempo e di spazio, certi diritti non vengano garantiti ed alcune libertà violate. Il DM 139/2007 relativamente all'asse storico-sociale indica fra le competenze da raggiungere quella di riuscire a collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente.

L'attività del gruppo classe è stata impostata con l’obiettivo di  promuovere strategie di empowerment, ovvero di raggiungere tali competenze partendo dai “principi” già in possesso degli allievi e contestualizzandoli in una dimensione storica.

In maniera trasversale gli insegnamenti previsti dal modulo hanno riguardato anche l’asse dei linguaggi in particolare quelli multimediali. Attraverso lezioni che hanno rifiutato l'approccio frontale, è stato intrapreso un percorso che ha portato i ragazzi, non solo allo studio delle basi teoriche del prodotto audiovisivo (che si tratti di cinema, pubblicità, video musicali…), ma anche alla realizzazione di due brevi video di cui loro stessi sono stati attori, registi ed ideatori.

Sollecitati dagli insegnanti tramite la lettura di articoli di giornale, poesie, canzoni, testimonianze e la visione di video e documentari, i ragazzi hanno scelto i due articoli della Costituzione che più sentivano importanti e la cui analisi li aveva maggiormente coinvolti: il 3 sulla pari dignità sociale e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; e il 13 sull’inviolabilità della libertà personale.

Contemporaneamente gli allievi hanno iniziato a familiarizzare con gli strumenti ed il linguaggio cinematografico, hanno imparato come si scrive una sceneggiatura, quali sono le diverse tipologie di video e le tecniche di realizzazione.

Sulla base degli articoli della Costituzione scelti, i ragazzi hanno elaborato un soggetto originale per la realizzazione di un cortometraggio che ha rappresentato l’affermazione o la negazione dei principi sanciti dalla Costituzione. In gruppo, con l’aiuto del docente, i ragazzi hanno redatto una sinossi, cioè una breve descrizione dell’idea che volevano rappresentare, hanno scelto i personaggi e definito le loro caratterizzazioni. Una volta distribuite le parti sono iniziate le riprese.

Il percorso, sviluppato attraverso metodologie didattiche interattive (role playing, workshop,..) e dispositivi multimediali, è stato in grado di stimolare differenti modalità di apprendimento e tecniche per la costruzione di contenuti afferenti l’asse storico – sociale, tematiche altrimenti difficili da trasmettere alla nostra tipologia di utenza.

 

Un nuovo strumento pedagogico: facebook

Molte volte, durante gli incontri con lo staff docenti, ci si è chiesti come mai è sempre più difficile comunicare con i nostri ragazzi, con i giovani in generale…. Non ci si capacita, talvolta, della inefficacia dei propri interventi educativi e ci si interroga su quali siano gli atteggiamenti che possano funzionare. Viste le nostre esperienze didattiche in cui l’utilizzo di modalità e tecniche non abituali sono state realmente incisive nel modificare in positivo la relazione con gli studenti e considerando come l’evoluzione tecnologica sia parte integrante dell’essere adolescente oggi, ci siamo soffermati a riflettere rispetto ai nuovi linguaggi giovanili. Quanto tempo le nostre ragazze passano davanti al computer o con il cellulare in mano? Se pensiamo che durante le ore di lezione ne è vietato l’uso e che un soggetto di quell’età necessita di circa 6/7 ore di sonno, si può affermare che per circa 12h giornaliere una ragazza qualsiasi ha una relazione simbiotica con il suo cellulare, un’altra con il suo mp3, un’altra ancora con il suo ipod.... Ma noi che  siamo ancora legati al piacere dello scrivere lettere, al contatto visivo e fisico come riusciamo a rimanere a galla nel mare della navigazione informatica? Qui è, forse, la sfida più grande! È diventato inevitabile, anche per noi, imparare queste nuove formule dai propri figli piuttosto che dai nipoti o da altri teenagers ma, non dimentichiamo, che il semplice dire “ciao” tramite un sms, rispetto al dirlo a voce e di persona, crea un gap (salto) che esclude la componente percettiva della vista e dell’udito, che sappiamo bene quanto influenzino la vita ed intensifichino la capacità di evolvere nelle emozioni e delle relazioni.

Spesso quando si cercano strumenti per migliorare la comunicazione con i più giovani, si parte dagli strumenti che questi usano (pc, internet, social network, sms…) dimenticando che questi sono e rimangono soltanto canali di comunicazione.

Le parole sono importanti, ma ciò che più conta è cogliere l’importanza del luogo in cui queste vanno a finire. E questo lo si può fare soltanto attraverso un ascolto attento, sincero, gratuito e senza sottovalutare il feedback in ogni sua forma.

Il rapporto fra giovani e tecnologie, negli ultimi anni, è mutato enormemente: l’uso del cellulare ha cambiato lo stile di comunicazione interpersonale e, dal semplice “messaggio” si è passati all’mms fino ad arrivare alla chat. Sempre più i giovani utilizzano Internet, come strumento di interazione sociale per condividere esperienze, scambiarsi foto, video, messaggi, per gioco, per studio, per trascorrere il proprio tempo libero. Oggi i social networks sostituiscono il vecchio "muretto" o la “piazza”. Si prendono e si lasciano tramite sms, cercano informazioni in Internet su amicizia, affetti e sesso, perdono la cognizione del tempo, si creano vite parallele in giochi di realtà virtuale: Internet e cellulari rappresentano oggi un nuovo modo di comunicare con gli altri e alimentano un mondo di relazioni, di emozioni, di scambio di informazioni. Un tempo per farlo si scriveva una lettera, oggi un sms o una email. Così idee e sentimenti viaggiano attraverso abbreviazioni ed acronimi, in maniera veloce e funzionale. Non è possibile definire questo cambiamento in maniera qualitativa si può, però, prendere atto della differenza delle modalità di impatto che questa nuova forma di comunicazione ha sulle relazioni tra gli uomini: quanto quella di ieri era una comunicazione anche fisica, fatta di scrittura, odori, impronte e attesa, tanto quella di oggi è incorporea, impersonale e immediata. Che fine ha fatto l’“amica di penna” e il “diario segreto”?

Oggi più niente sembra essere segreto, intimo, personale e riservato, ma pubblico, superficiale e disponibile a tutti e per tutti. I social network, che lo si voglia o no, sono per la maggior parte degli adolescenti una esperienza significativa, al pari di altre esperienze della loro vita reale (scuola, sport, famiglia…).

In virtù di queste considerazioni, si è cercato di utilizzare strumenti che fossero in grado di migliorare la comunicazione con i più giovani senza, però,  dimenticare il contatto emotivo, la relazione che  gli adolescenti “ricercano” e di cui hanno sempre più bisogno. Da questa riflessione è nata, da parte del gruppo classe, la creazione un profilo all’interno del social network più utilizzato al momento, Facebook, allo scopo di creare una “piazza virtuale” (profilo: Mondattivo Techne Cesena) in cui riflettere e discutere a partire dalla definizione di “chi è un cittadino attivo? Cosa fa un cittadino attivo?”

Per rispondere a queste domande abbiamo pensato che fosse più concreto offrire al gruppo classe la possibilità di trascorrere un po’ di tempo con gli anziani ospiti della struttura  residenziale Don Baronio di Cesena. I ragazzi, quindi, hanno dedicato parte del loro tempo e le loro abilità nel settore dell’estetica/parrucchiera a queste persone che, oltre ai “servizi” ricevuti, hanno ricevuto attenzioni anche sul piano emotivo/relazionale.  A conclusione di questa esperienza,  attraverso brainstorming e  role playing gli allievi hanno “lasciato traccia”delle loro considerazioni/emozioni nella bacheca e hanno avuto la possibilità di interagire con “amici” on line.

Questo progetto, per noi, è stato sicuramente un esempio tangibile di come sia possibile coniugare gli strumenti informatici con le esperienze umane, prendendo atto che, nel XXI sec. la didattica non può più essere dissociata dalle nuove tecnologie.

 

 

 

N.b. Le foto sono state scattate nel Centro Residenziale Anziani – Don Baronio – Cesena



[1]              Coordinatrice di progetto

[2]              Tutor d'aula

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