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 “Soluzioni inaspettate nascono a volte per caso. "Come si può rendere partecipi gli altri del nostro lavoro?" "Documentando" è stata la risposta ed è nata la rivista

ALBERTO MANZI

"Fa quel che può, quel che non può non fa"

Personaggio popolare e amatissimo, insegnò a leggere ed a scrivere a milioni di italiani. Paesaggi con questa pagina vuole ricordare  non solo il conduttore del programma televisivo "Non è mai troppo tardi” o lo scrittore di libri importanti per la letteratura dell'infanzia, ma sopratutto il  maestro che con umiltà, garbo e passione seppe regalare ai suoi ragazzi il senso della scoperta che c'è in ogni nuova conoscenza,  l'idea che la costruzione del sapere parte sempre dalle risorse di ognuno.

Lettera ai ragazzi di quinta

(...) Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello SEMPRE in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che è già in voi e che deve sempre rimanere in voi; con onestà, onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo, e voi dovete ridarla; e intelligenza, e ancora intelligenza, e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere, il che significa sempre riuscire ad amare, e... amore, amore.

Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio.

Realizzate tutto ciò, ed io sarò sempre in voi, con voi" 

Alberto Manzi

Leggi la lettera completa

 
Per approfondire:

Centro Studi Alberto Manzi

"Non è mai troppo tardi" Corriere della sera

"L'avventura di un maestro" Roberto Farnè

 

Un articolo di Gianfranco Zavalloni:

ALBERTO MANZI E L'AMERICA LATINA

 

PREMESSA - Il mio incontro con Alberto Manzi

Non ho avuto la fortuna di conoscere di persona il maestro Alberto Manzi. Nonostante ciò mi avventuro nella scrittura di questa riflessione sull’onda della incredibile emozione che ho provato, in questo ultimo periodo, nel riscoprire la grande figura di un educatore, passato troppo presto in sordina, e nello scoprire aspetti inediti della sua personalità. Credo però di avere apprezzato e avere conosciuto il suo stile didattico per i tanti “incontri indiretti” che ho avuto nel corso dei miei trent’anni di scuola come docente e dirigente scolastico. In tutto questo, devo confessare, un ruolo decisivo lo giocano le “coincidenze” e i “parallelismi” fra la mia esperienza e quella di Alberto Manzi. Prima di tutto l’esperienza fra i popoli indigeni delle Ande del Sud America ed in particolare nel Perù. Forse è stato un puro caso se nell’estate del 1982, e in alcune estati successive, non ci si sia incontrati in quelle terre, dove sia Alberto e sia io eravamo impegnati in attività di volontariato...

 

continua a leggere sul sito di Gianfranco www.lascuolacreativa.it

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